In Italia è di passo in ottobre-novembre e in febbraio-marzo; è svernante. È molto simile al Tordo bottaccio: É di natura gregaria, e ama sorvolare le campagne in compagnia di cesene e tordi bottacci, con i quali zirla rumorosamente. Specie particolarmente protette dalla Direttiva Uccelli. Nonostante sia legalmente cacciabile in Italia, la specie non sembra, per il momento, mostrare particolari segni di sofferenza.

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Nella loro dieta figura una notevole varietà di invertebrati terrestri lombrichi, molluschi, insetti, larve e piccoli artropodiintegrati, soprattutto nei mesi autunnali ed invernali, da bacche e frutti succosi di numerosissime essenze, tanto selvatiche che coltivate. Depone due volte all’anno. La caccia al tordo, nella provincia di Siena, è consentita, nel territorio sottoposto a gestione programmata della caccia, dalla terza domenica di settembre fino al 31 gennaio. Predilige querceti di roverella, boschi di faggi, castagneti radi, boschi cedui ai margini di aree coltivate e prati, frutteti, agrumeti, oliveti, vigneti, boschetti con siepi e arbusti ricchi di bacche, pinete costiere, boschi di pioppi, macchie arboree di ginepri. Specie protette dalla Direttiva Uccelli. Per questo la specie viene valutata come sicura, e non è inserita nella Lista Rossa Nazionale, anche perché è un nidificante occasionale. In Val Codera, in provincia di Sondrio, è stata accertata una sola nidificazione nel ; diversi i casi censiti in Val Grosina tra i 1.

Predilige querceti di roverella, boschi di faggi, castagneti radi, boschi cedui ai margini di aree coltivate e prati, frutteti, agrumeti, oliveti, vigneti, boschetti con siepi e arbusti ricchi di bacche, pinete costiere, boschi di pioppi, macchie arboree di ginepri. È molto simile al Tordo bottaccio: La caccia al tordo, nella provincia di Siena, è consentita, nel territorio sottoposto zassello gestione programmata della caccia, dalla terza domenica di settembre fino al 31 gennaio.

Il tordo, il prorompente canto primaverile

La loro diffusione in Italia, in qualità di specie nidificanti, è massima e più omogenea sulla catena alpina, mentre sull’Appennino la distribuzione si fa più discontinua e frammentaria. Il nido, costruito con muschi ed erbe, è posato su alberi e cespugli; solo di rado sul suolo. Nello stesso territorio del Bresciano, gli ultimi casi accertati risalgono al e al in Val Camonica, a 1.

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Nel periodo compreso tra aprile e agosto, la todro depone uova di colore azzurro-verdognolo che cova per circa due settimane.

canto tordo sassello

Specie protette dalla Direttiva Uccelli. La specie è infatti tuttora cacciabile in Italia, e questo costituisce un fattore negativo per la sua conservazione.

Nel Varesotto è sasselloo negli annie in zone boscate tra i e i 1. Depone due volte all’anno. Il Tordo sassello è una specie piuttosto longeva: Passeriformi Turdidae Oscines Turdus T.

canto tordo sassello

Il Tordo sassello sasselli una specie monogama e territoriale. Il suo cinguettio è molto gradevole e delicato, somigliante a quello del Tordo bottaccio ma più prolungato e dolce.

In particolare, il Tordo sassello è oggetto di un consistente prelievo venatorio durante il transito autunnale nei Paesi del Mediterraneo, e risulta tra le specie maggiormente cacciate in Italia in termini di numero di capi abbattuti. In Italia la consistenza della popolazione svernante di tordi sasselli non è ancora ben sassello.

canto tordo sassello

Piuttosto rara come nidificante, la specie in Italia non è stata ad oggi studiata in modo approfondito; ciononostante, sono sasselol alcuni valori di concentrazione per gli stormi svernanti, ed è relativamente ampia la conoscenza sui suoi movimenti migratori. Nonostante le informazioni basate sui dati di svernamento siano insufficienti per inquadrare lo stato di salute complessivo delle popolazioni, la popolazione nidificante di Tordo sassello è molto ampia, e conta, secondo le stime più aggiornate, tra In entrambi i sessi il piumaggio è di colore bruno-olivastro todro nelle parti superiori, bianco-fulvo striato di scuro nelle parti inferiori, sopracciglio crema, fianchi e ascellari castani, coda marrone scuro con punta delle piume bianco-fulvicce.

Tordo sassello

Lungo circa 22 centimetri, il Tordo sassello è il più piccolo rappresentante della famiglia dei tordi, di cui possiede i tipici colori: Del tutto caratteristico e inconfondibile si presenta il nido del tordo, il quale deposita all’interno zassello coppa, intessuta di rametti, muschio e licheni, un impasto costituito da trucioli di legno, argilla e saliva, che una volta essiccato assume l’aspetto e la consistenza del cartone.

In Lombardia, la maggior parte delle osservazioni sono state effettuate in pianura, nelle campagne e ai margini di boschi; anche se più rara, la specie è stata avvistata anche fino a 1. Il Cannto sassello presenta uno stato di salute favorevole in tutto il territorio continentale.

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Nonostante i dati acquisiti siano parziali, si stima che ogni anno vengano abbattuti oltre un milione di individui. Ordine Famiglia Sottordine Genere Specie.

Il loro habitat d’elezione è il bosco fresco e umido, alternato a pascolo e radure, di conifere pure o miste, tordl quote comprese fra i sassrllo i metri; tuttavia possono localmente nidificare a quote inferiori, tra le caducifoglie, oppure spingersi verso il limite superiore degli alberi, fra i larici.

TORDO SASSELLO – Le specie protette – Gli uccelli in Italia – Le specie – Uccelli da proteggere

Dopo l’involo dei giovani, le famigliole restano a lungo riunite. La pratica dei richiami vivi, diffusa soprattutto nelle regioni centro-settentrionali del nostro Paese, è purtroppo consentita dalla legge, e arreca particolari sofferenze agli uccelli, oltre a rappresentare un ulteriore causa di morte per questa ed altre specie vittima di questa pratica. La pratica che prevede la cattura di uccelli selvatici a scopi venatori non è infatti compatibile con la vigente normativa comunitaria.

Le segnalazioni sono rare e localizzate nelle zone alpine di Trentino-Alto Adige e Lombardia, e sono probabilmente relative tanto a individui non in grado di migrare per menomazioni, quanto a individui fuggiti o liberati dalla cattività, come ad esempio è accaduto a Brescia nel La specie possiede una frazione di popolazioni sedentarie o al più dispersive verso il piano e i fondivalle durante la cattiva stagione, cui si sommano nei periodi post e prenuziali cospicui contingenti di individui migranti e che si portano a svernare più a sud, con provenienza locale o da vari settori dell’Europa centrale e settentrionale; si osservano allora comunemente frequentare ambienti diversificati, sia collinari che pianeggianti, soprattutto coltivi ricchi di siepi e filari alberati, orti, frutteti, vigneti e oliveti, parchi: F ra gli ospiti abituali dell’abetina un ruolo di preminenza spetta certamente ad alcuni rappresentanti del genere Turdus, che soprattutto attraverso il canto primaverile, prorompente e variamente musicale, segnalano la propria presenza.

Per questo la specie viene valutata come sicura, e non è inserita nella Lista Rossa Nazionale, anche perché è un nidificante occasionale. In questo modo, sarebbe possibile ridurre quantitativamente il prelievo venatorio.

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